La riuscita di una casa non è una questione di budget. Le chiavi più iconiche spesso costano poco: è il dettaglio giusto, non quello caro, a cambiare tutto.
La luce naturale non è un optional. La vegetazione non è decorazione. Il colore non è moda. Sono struttura psicologica, tanto quanto ogni mobile che scegli.
Qui accanto è la stessa stanza: cambiano solo i dettagli: un cuscino, una pianta, la luce giusta. Trascina e guarda.
Prima dei mobili, le persone. Capisco come vivi, cosa ti pesa, cosa sogni. Non lo chiedo: lo ascolto. Lo spazio nasce sempre da qui.
Luce, materia, colore, vegetazione: non decorazione, ma struttura emotiva. Progetto come ti sentirai vivendo quello spazio, non solo come apparirà.
Intermediario tra te e il mondo del design. Nessun listino da difendere, nessun conflitto di interesse: solo la scelta giusta per te, al giusto prezzo.
Seguo l'esecuzione come un regista: ogni materiale, ogni luce, ogni gesto finale. Fino a quando lo spazio non ti somiglia.
Rovere, pietra, ferro, lino, vetro. Ogni materiale è scelto per come reagisce al buio e al calore: il rovere che assorbe, la pietra che trattiene, il ferro che riflette.
Non progetti su commissione: dimostrazioni. La stessa stanza, reinterpretata in ogni linguaggio. Per farti vedere, prima ancora di parlare, fin dove può spingersi un solo spazio.
Dopo i grandi progetti, la prova del nove. Identità domestica anche con cifre contenute: velluto, terracotta, ottone, piante, una parete di colore. Scelte iconiche e accessibili, cucite addosso a chi ci vive, perché il carattere non è una questione di prezzo.







"Oggettivamente corretta. Soggettivamente calzante."
"Una casa è l'unico luogo al mondo pensato esclusivamente per te.
O almeno, dovrebbe esserlo."

Fin da bambino ho sempre seguito tre costanti: costruire con le mani, vivere in mezzo a natura e animali e cercare il benessere profondo nei luoghi che vivo. Una casetta nel bosco o una cantina storica restaurata non sono semplici esercizi di stile: sono la risposta alla domanda chi sei.
Geometra, 28 anni e otto passati a gestire l'arredamento. La mia è un'ossessione precisa: concepire lo spazio come stato d'animo, mai come un catalogo. Molti dei miei progetti sono visioni non ancora trasformate in cantieri, ed è questo il bello. L'occhio, il metodo e la mano ci sono già; ho dovuto sviluppare in fretta una maturità che di solito arriva con i capelli bianchi.
L'ho capito sulla mia pelle quando la malattia di Still, con cui convivo, mi ha bloccato tra quattro mura per quasi due anni. A un'età in cui si pensa al futuro, ho dovuto fare i conti con la fragilità e con la possibilità di non viverlo, quel futuro. Ma quella stessa fragilità è diventata la mia forza. Mi ha tolto la paura e mi ha insegnato a guardare le persone, e le case, in modo unico. Per più volte la malattia mi è costata tutto; oggi sono qui, con una carriera solida alle spalle e finalmente un'azienda mia.
Questo vissuto ribalta il mio modo di progettare. Per me l'arredo è concretezza e rispetto. Un tavolo in massello è un investimento che dura nel tempo e si trasforma in un archivio di ricordi familiari. Una parete-lavagna per un bambino è il rispetto del suo spazio vitale e del budget dei genitori.
Metto il valore umano e l'onestà prima della vendita. Progetto per rimettere le persone al mondo, lasciando un segno tangibile e duraturo attraverso lo spazio.